Canto Devozionale
 

"La via del Suono e i circoli di studio sullo Yoga Integrale"
La Bellezza, l’Amore, il Ritmo, la Devozione, la Conoscenza

Impara a cantare con la colonna vertebrale, a sentire col suono senza la mente!


Se li hai porta i tuoi jipsy, cembali, e/o tamburelli indiani…

Lunedì dalle 18.30 alle 20.00
a cui seguiranno 
dalle h 21.00 i Circoli di studio sullo Yoga Integrale

 

con Stefano Manfrin

 

nada yoga

 

Lo Yoga del suono o Nada Yoga ti insegna
ad ascoltare i suoni con la colonna vertebrale.

 

Queste antiche tecniche ri-armonizzano il flusso dell’Energia e donano Pace e tranquilla serenità. Non solo, attraverso queste tecniche è possibile imparare a cantare perfino se completamente stonati.
E’ attraverso queste tecniche che la musica tradizionale ed il canto classico dell’India è nato.

 

nadaScaletta degli incontri:

*Tecniche di base di Nada Yoga
**Introduzione al sistema dei raga ed il “rasa” o “gusto-attitudine” di ogni famiglia dei raga (differente stato emotivo che viene dato da un raga, tipo: devozione, pace, gioia, distacco ecc.ecc.)
***Canto devozionale ed uso dell’harmonium
****Lettura delle Lettere sullo Yoga di Sri Aurobindo


Per partecipare agli incontri, viene gentilmente richiesta un’Offerta Libera 
che sarà devoluta 
all’Orfanotrofio Childs Rights.

Gli incontri saranno tenuti da Stefano Manfrin.
Stefano canta da piu’ di 25 anni. Ha studiato canto Carnatico e Hindustani per più’ di due anni con un insegnante professionale, canto classico della nostra tradizione, canti armonici Mongoli, e canti tradizionali contadini. Ha anche composto varie affascinanti canzoni italiane e sanscrite per il Divino. E’ stato adeguatamente istruito e conosce e pratica tecniche di meditazione e contemplazione profonda da oltre 25 anni, ed ha vissuto per circa 20 anni in India, dei quali 12 spesi nel tradizionale periodo di addestramento di “brahmacharya” in un Ashram. La sua vita e’ dedicata alla ricerca spirituale, alla purificazione della mente ed al servizio al prossimo ed al Divino.

  

Prossime date 2017: 

18 settembre

30 ottobre

27 novembre

11 dicembre

 

Chiunque è benvenuto...

La prenotazione è obbligatoria.

Info: Telefono : 342.6306093 (Stefano) o 347.1151938
Mail: stefanomanfrin@yahoo.it oppure info@jivana.it

 

 

Stefano si racconta...

 

"Il Nada Yoga è una esperienza profonda.

Ti porta via, ti scaraventa dentro. Il Suono e l’Energia e la Luce sono una espressione della Nostra Vera Natura. Una linea di un poeta, o una linea di una canzone puo’ portarti via il respiro. Puo’ farti piangere o fermare la tua mente. Puo’ cambiare il tuo stato emotivo ed elevarti.


Il Divino è Amore, Incondizionato, Puro, Vasto...Là non vi è legame, ma solo Amore ed Amore ed Amore...per sempre libero.... Vi è un bisogno dentro, in profondità, un bisogno di tornare a Casa, di essere libero, libero da qualsiasi cosa e di bagnarsi nella Gioia e nella Dolcezza Intima.

Per me Suono ed Energia (Cio’ che chiamano qui in India Saraswati e Shakty), sono stati uno strumento per andare dentro e trovare Quella Presenza ove vi é solo Dolcezza e Amore.


Sono molto grato ai miei amati Maestri che mi hanno insegnato la devozione ed il servizio, poichè invero, la qualità piu’ profonda di Quella Beata Presenza all’interno è la Gratitudine, la Devozione, la dolce Compassione.

Qual’è la qualità  innata del fuoco? Non è forse la luce ed il calore?
E qual’è la qualità innata  dell’acqua? Non è forse la freschezza e la plasticità?


Per me, cio’ che sperimento all’interno è Amore, Amore ed Amore.

Signore, appartengo a Te.

Ho assunto la mia croce e cerco di camminare nelle Tue impronte. Sono qui per Te e per i Tuoi bambini...

Mi è stato chiesto di spendere alcune parole circa il Nada yoga.

Per me, in tutti questi anni di canto....Non posso dire molto... Posso solo dire che il Nada Yoga è stato uno strumento fantastico per andare all’interno e trovare cio’ che è gia’ li’, ...li’ ad attendere il nostro bisogno di camminare nella Pienezza. Questa vita è benedetta, ed anche tu che leggi sei benedetto.

Non sottovalutare queste poche righe.

Potrebbe sembrare che tu sia il corpo che stai usando, ma non è così, un giorno o l’altro lo abbandonerai. Non sei fatto solo di carne e di ossa, hai anche “Qualcosa d’Altro” dentro di te.

Ma come farai per scoprirlo? Hai bisogno di uno strumento, non è cosi’?

L’India, cosi’ come il Tibet e l’Egitto ha una tradizione esoterica di metodi per sprofondare all’interno.


Qui in India li chiamano “yoga” (unione dell’anima individuale con il Supremo) oppure “Tantra” (metodi, vi sono 64 tantras nella tradizione per l’appunto).

Ma la nostra tradizione ha perso questo tipo di approccio. Per questa ragione ho speso cosi’ tanto tempo in India, Nepal, Shri Lanka e altri luoghi anche. Ho speso meta’ della mia vita viaggiando per questa causa.

Sono davvero grato e mi ritengo estremamente fortunato per essere entrato in contatto nella mia vita, per circostanze fortuite, con il Nada Yoga, la Scienza ed Arte della Musicoevoluzione.

Agli inizi degli anni ’90 ero stato selezionato tra una cinquantina di aspiranti attori e ammesso alla prestigiosa compagnia del “Teatro Tascabile di Bergamo”. In quel tempo avevo 19 anni, il teatro era il mio interesse preminente e seguivo un training molto severo per  otto ore al giorno per apprendere la recitazione secondo il metodo di Grotoski ed Eugenio Barba.

Tra le discipline che dovevo seguire erano compresi l’acrobatica, per cui nutrivo una particolare passione, la danza indiana, la camminata e le danze su trampoli, le giocolerie, diversi approcci alla recitazione, l’uso di strumenti musicali e il canto, ahimè, mia nota dolente.

Ero infatti particolarmente stonato, cosa che mi procurava una grande frustrazione.
Essendo molto timido fin dall’infanzia, e trovandomi con un’insegnante di canto molto impaziente, mi ero ulteriormente bloccato. In particolare le sue reazioni di collera alle mie difficoltà di intonazione, mi avevano definitivamente inibito.

Iniziai il Nada Yoga proprio per questa ragione.

Mi era stato detto che se fossi passato dall’ascolto del suono attraverso l’apparato uditivo alla sua percezione tramite il corpo (cioè attraverso la porta sensoriale del tatto), sarei divenuto intonato nel giro di poche ore. Avevo già provato senza successo con diverse lezioni di canto private ed insegnanti che utilizzavano  metodologie differenti.  

Decisi così di cambiare porta sensoriale e approcciare al canto in maniera tattile.

Contattai una cara amica, che m’introdusse al metodo di canto che il rinomato Vemu Mukunda aveva riformulato scartabellando, su suggerimento di Bhagawan Sri Satya Sai Baba, tra vari testi sacri e antichi manuali della musica indiana. La mia amica utilizzava il canto indiano per la preparazione al parto insieme al celeberrimo Frèdric Leboyer, e proprio in quel periodo teneva un corso introduttivo alla scienza del Nada Yoga. M’iscrissi così al corso per partorienti ed ebbi subito degli ottimi risultati. Iniziai il corso il sabato e la domenica pomeriggio ne uscii intonato.


Rimasi molto colpito dal metodo e iniziò a farsi strada dentro di me una nuova e più ampia percezione della vita. Già dalla tenera età, da quando avevo 13/14 anni, avevo avuto le prime esperienze spirituali e iniziavo ora a sentire un fortissimo richiamo verso la Divinità. Ero però ancora incastrato in quelli che potremmo definire desideri mondani, tra cui quello di diventare un attore professionista.

Il Nada Yoga mi aveva profondamente impressionato, non solo perché  mi aveva aiutato a diventare intonato, ma soprattutto perché introduceva in modo pratico alla percezione delle vibrazioni e degli stati d’animo interiori. Dato che questi erano tra gli argomenti principe di Douce  Mére, la Madre di Pondicherry, fondatrice dello Sri Aurobindo Ashram, della quale leggevo gli scritti ogni sera con grande voracità, ero sempre più attratto dal Nada Yoga.

Utilizzando questa tecnica che consisteva nel cantare le note su dei punti specifici nel corpo, potevo percepire vibrazioni e stati d’animo, e fare esperienza diretta di ciò di cui Lei parlava nei suoi scritti.

Se non fossi stato stonato, probabilmente non avrei studiato questa tecnica che mi permise di cambiare radicalmente la mia vita.

Tale tecnica m’introdusse alla percezione delle vibrazioni, e alla comprensione che ogni livello vibratorio corrisponde al nostro interno a un certo livello del funzionamento della mente. Per esempio quando le vibrazioni si fanno intense nella zona del cuore, generalmente proviamo molta gioia o molto amore; oppure un forte dispiacere a livello dei sentimenti. Proprio per questo non possiamo dire alla persona che amiamo guardandola negli occhi: “Ti amo con tutto il mio naso”, non avrebbe senso. Diciamo invece “Ti amo con tutto il mio cuore”, perché l’amore si sente appunto nel cuore.

A chi è capitato di sfiorare un incidente, in Italia si sente facilmente dire: “Ho avuto così tanta paura che me la stavo per fare addosso”, perché la paura è localizzata nella zona dello stomaco. Mi resi conto quindi, che ogni livello vibratorio ha una sua mente, e grazie al Nada Yoga potevo entrare in contatto con livelli vibratori fondamentali in maniera diretta ed esperienziale; l’angoscia ad esempio ha dimora nel plesso solare e poi si accumula nella regione dell’ombelico; la sensazione di pace è invece “localizzabile” nel centro della testa, in corrispondenza della ghiandola pineale (definita il seggio della pace).

Tutto questo m’introdusse a una seconda nozione. Non solo gli stati vibratori sono in relazione con punti particolari nel corpo e con stati emozionali specifici, con cui il praticante attraverso note precise entra in contatto una volta individuata la propria nota fondamentale nell’ombelico, ma un’ottava (raga, sequenza di note) unisce vari punti vibratori in grado di creare un insieme di stati emozionali (rasa).

Vi sono ottave in grado di creare stati psichici ed emozionali profondi come ad esempio ciò che viene chiamata la pace serena e di buon auspicio, un insieme di sentimenti che fanno parte a loro volta di una specifica categoria (thaat), quella della “Pace”, dove si trovano la pace profonda, quella allegra, o quella melanconica o di altri tipi ancora.

Mi potei accorgere come unendo i vari punti vibratori si venisse a creare all’interno del sistema energetico una sorta di circuito che permetteva di creare un insieme di stati d’animo ben definiti.

Così come si realizza una zuppa mettendo insieme vari tipi di vegetali e ottenendo così un sapore ricco e variegato, allo stesso modo potevo creare dentro di me un circuito vibratorio che saliva e che scendeva attraverso vari punti nel corpo dando vita a un insieme di stati d’animo precisi.

Ed era possibile riproporre questa operazione e ritrovare un certo stato affettivo o dell’essere ogni qual volta ne sentissi l’esigenza.

Per esempio cantando, a partire dalla mia nota fondamentale, il raga n°15 chiamato Mayamaulavagowla o Bhairav, mi era possibile entrare in uno stato profondissimo di pace, di silenzio mentale e di mistica malinconia verso la Divinità.

Questi stati venivano indotti in me in un modo quasi impossibile da controllare, succedevano attraverso le vibrazioni circolanti all’interno di circuiti ben definiti.

Compreso questo mi resi conto, meravigliato, che avevo un enorme possibilità di cambiare ed evolvere nella mia vita.

Dopo molti anni di pratica, ricerca, terapia attraverso la musica e insegnamento a migliaia di persone, ho deciso di scrivere un testo chiaro ed esaustivo che sia una valida base per chi si vuole accostare a questa meravigliosa disciplina. Questo lavoro vuole introdurre il lettore alla straordinaria scienza e arte del Nada Yoga, nella speranza che possa essere per lui una nuova e ulteriore occasione per progredire nella sua vita e nella conoscenza di se stesso."

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